venerdì 21 luglio 2017

MESTIERI CHE PUOI TROVARE SOLO IN GIAPPONE

I MESTIERI PIÙ BIZZARRI DEL GIAPPONE




L'OMINO LAMPEGGIANTE
Nei comuni cantieri giapponesi non esiste una luce segnaletica lampeggiante come qui in Italia, ma l'incarico del cono di segnalazione viene affidato ad un simpatico omino che, con un lampeggiante in mano, si agiterà per avvisare automobilisti e pedoni dei lavori in corso. Impassibile ed instancabile, non smetterà di agitare la sua torcia di segnalazione in nessun caso; nemmeno alle 4 di notte, nemmeno se la strada è deserta, mai e poi mai.



IL TIFOSO DA SALAGIOCHI
L'esperienza in una sala giochi giapponese è qualcosa che tutti noi dovremmo provare nella vita. Un caleidoscopio di luci, colori e musiche che manco al luna park. Giochi di ogni genere, vecchi e nuovi, ufo catcher e purikura (delle cabine per foto tessere personalizzabili). In mezzo a questo paese dei balocchi esiste la figura professionale più bella del mondo; quella per la quale abbandonerei tutto e mi trasferire in Giappone. Il tifoso da salagiochi.
Trattasi di un addetto alla sala, di supporto per tutti i giocatori, pronto a spiegare il funzionamento di qualsiasi gioco, risolvere ogni possibile problema e... fare il tifo per te!
Avete capito bene. Questi professionisti ultras made in Nintendo&Sega si sistemeranno alle vostre spalle mentre sarete intenti a giocare e vi supporteranno con incitamenti, urla e cori da stadio.
Mamma, perché mi hai partorito in Italia?



HOSTESS & HOST
In una società in cui l'affetto sociale (ed anche famigliare) è, per così dire, "freddino", ecco che nasce una figura professionale unica nel suo genere.
Non sono prostitute, non sono spogliarelliste né accompagnatrici (idem per gli uomini). Quello della hostess e dell' host è un mestiere di difficile comprensione per noi europei. Trattasi infatti di una figura rassicurante, pronta ad ascoltarci e sì, di bella presenza. Queste belle ragazze e questi aitanti giovanotti offrono del "supporto sociale" a persone sole, senza affetti famigliari o semplicemente in cerca di attenzioni da parte di una giovane ragazza o ragazzo. A proposito: non crediate che i club per donne siano meno dei club per uomini... il rapporto non sarà magari di 1 a 1 ma siamo vicini.
Qui trovate l'articolo di GIAPPONIAMO che spiega meglio il fenomeno



BUTTADENTRO NEI TRENI
Li adoro! Sembrano dei capostazione tutti eleganti nella loro uniforme, con guanti bianchi al seguito. Numerosissimi alle fermate più affollate del Giappone, pronti a scattare in caso di necessità.
Cosa fanno?
ENTRANO LA GENTE!
Spingono spingono e spingono fino allo sfinimento, stipando più gente possibile dentro vagoni stracolmi e senza ossigeno. Scene oltre ogni umana immaginazione. Gente schiacciata alle vetrate, altra incastrata tra ammassi di carne che nemmeno il "twister" nei mitici anni 90.
E loro lì, che spingono... e che entrano la gente.
La nemesi di Herbert Ballerina che voleva fare l'usciere...



L'OMINO URLANTE COL MENÙ
Nelle nostre città d'arte magari si può anche riscontrarne l'italica variante di questa figura professionale che personalmente mi sta molto simpatica. L'uomo all'esterno del locale che "cattura" turisti e clienti mostrando il menù e decantando le lodi del suo ristorante o bar.
La variante giappa però ha lo sprint nipponico che brucia la concorrenza.
L'omino col menù infatti urla! Urla alla grande!
Certe grida da farti accapponare la pelle e balzare improvvisamente, che l'agguato del tuo gatto quando esce all'improvviso dall'armadio è acqua e zucchero! Certi colpi di panico misto a sorpresa che ti portano alla bocca le peggiori esclamazioni del mondo.
Gli omini col menù (ma sono spesso anche donne) si aggirano nel quartiere alla ricerca di clienti e, una volta addescato qualcuno, lo si accompagna sino all'ingresso, ritirandosi poi con ossequiosi saluti e duemila inchini per tornare ai propri compiti. Urlare! Urlare a squarcia gola!

Questa donnina urlante anticipa la prossima categoria

CAMERIERA MAID
Le cameriere nei Maid Cafe sono delle semplici cameriere vestite in stile vittoriano. Esistono infatti in Giappone specifici locali (tali Maid Cafe) in cui la clientela, generalmente maschile, si intrattiene sorseggiando un caffè o un tè verde e mangiando dolci, mentre queste signorine in abiti vittoriani (alcune volte succinti), li servono con attenzioni superiori alla norma. Un po' come farebbe una colf o una cameriera personale.
Torniamo a battere sul solito punto: molti giapponesi ne hanno bisogno.



TUTTOFARE NELLE RYOKAN
Siete mai stati in una ryokan? Se sì allora avrete già capito di cosa vi sto per parlare, se no vi consiglio vivamente l'esperienza.
Le ryokan sono tipici "alberghi" giapponesi la cui struttura risale al periodo Edo. Sono quindi dei posti in cui soggiornare, respirando l'aria della pura tradizione giapponese, dormendo in futon sul tatami, indossando comodi abiti dal taglio giapponese ed i famosi sandali ad infradito stile Sampei Nihira.
La cena e la colazione vengono serviti in camera e sono composti da specialità del posto preparate ad arte che richiamano la cucina di un tempo.
In questi "stargate" verso il passato noterete che, al vostro arrivo, saranno delle donne ad occuparsi dei vostri bagagli (ma non solo: anche di sistemarvi la stanza, di servirvi cena e colazione, ecc).
Minute, spesso anziane e vestite in kimono o yukata, caricheranno i vostri bagagli con una forza disumana che vi farà apparire forti ed aitanti come il sig. Montgomery Burns. E a nulla varranno i vostri tentativi di puro italico orgoglio nell'evitare alla nonnina di turno uno sforzo del genere. Si sentiranno offese se non le lascerete fare il loro dovere. Forti e fiere, made in Japan.




GEISHA & MAIKO
C'è tantissima disinformazione su cosa sia realmente una Geisha o una Maiko.
In Italia abbiamo l'errata convinzione che la Geisha sia l'equivalente di una cortigiana, il cui compito è quello di intrattenere gli uomini con prestazioni sessuali. Questa figura in realtà esisteva davvero ma era chiamata Oiran e si distingue dalle Geishe perché indossa l'obi (la cintura del kimono legata con un fiocco) sul davanti, mentre le Geishe posteriormente. Il perché è semplice: le Oiran dovevano vestirsi e svestirsi continuamente. Avete presente quanto sia difficile indossare un kimono??? Ve lo dico io, livello difficoltà: toccarsi il naso con la lingua mentre si muovono le orecchie.
Ma allora cosa sono le Geishe? E le Maiko?
Sono delle artiste che si occupano dell'intrattenimento suonando, cantando, danzando e recitando. Sono delle figure molto eleganti che hanno bisogno di anni ed anni di pratica prima di diventare Geishe. La Maiko infatti non è che un'apprendista Geisha, impegnata nella formazione e nello studio delle arti.
Tutt'oggi in Giappone, sebbene in maniere ridotta, esiste ancora questa figura professionale molto ricercata e... moooolto costosa.



LA COSTUMISTA
Nelle città giapponesi che non si sono completamente arrese alla totale modernità ma che hanno mantenuto forti legami con il passato e le tradizioni, esistono dei negozi in cui è possibile affittare dei kimono per uno o più giorni.
Questo permette a molti turisti (non solo giapponesi) di rivivere appieno l'atmosfera di un Giappone che fu, in totale contraddizione con la modernità odierna, ed anche di fare del sano Cosplay (travestimento) che i giapponesi tanto amano.
La vestizione dura dai 30 ai 40 minuti e nel caso delle donne anche più, visto che oltre al kimono bisogna sostare dal parrucchiere che sistemerà l'acconciatura in stile Edo.
Anche in questo caso sono alcune donne ad occuparsi della vestizione, un'arte antica e complessa. Indossare un kimono è una cosa complicatissima! Il nodo della cravatta in confronto è uno scherzetto per mocciosi.
Comunque, se ve lo state chiedendo, sì!: è abbastanza imbarazzante stare in mutande di fronte a delle simpatiche vecchiette tutte intente a vestirvi. Ancor di più quando l'addetta alla vestizione non è poi così vecchia, magari under 30 ed anche moooolto carina. Difficilissimo! Giuro!


mercoledì 28 giugno 2017

GRUPPI SANGUIGNI E PERSONALITÀ


GRUPPI SANGUIGNI

Sapevate che in Giappone i gruppi sanguigni sono un po' come il nostro oroscopo?



Ariete: è l'anno dell'Ariete. Allontanarsi dai binari
Toro: questa settimana, dentro di voi, alberga il maligno
Gemelli: ampio parcheggio custodito
Cancro: Venere entra in Marte nella seconda quadratura. Numero fortunato: 755
Leone: umidità! Non bevete gassato
Vergine: chiuso il martedì
Bilancia: periodo d'oro. Allacciate le cinture di sicurezza
Scorpione: è l'anno dello Scorpione. Amore: bene, Salute: bene, Lavoro: ciao e grazie
Sagittario: voi del sagittario giocatevi il 3 ed il 34. Per voi del sagittario questi numeri usciranno, per tutti gli altri: NO!
Capricorno: vi mettete a dieta. In 2 settimane perderete 3000€
Acquario: 'sta settimana siete un po' litigiosi
Pesci: avrete belle soddisfazioni... ma non oggi, tra 7 anni.

Paolo Fox scansate proprio che l'oroscopo alla Nino Frassica è mejo!!!

Scemenze a parte, non sono mai stato un gran lettore dell'oroscopo e non vi ho mai creduto molto. Ammetto però di rimanere scioccato quando incontro qualcuno per la prima volta che mi inquadra immediatamente ed indovina il mio segno zodiacale dopo solo pochi minuti.
La mia ignoranza in materia è talmente vasta che non mi permette una critica o meno all'astrologia.
Personalmente non controllo mai l'oroscopo ma non critico chi lo fa.

In Giappone invece non si controlla l'oroscopo. Si pensa che non sia il giorno della vostra nascita a stabilire la vostra personalità, bensì il vostro gruppo sanguigno.
Ricordo che una delle prime volte che mi trovai a colloquiare con una persona giapponese, questa mi chiese il mio gruppo sanguigno.
Io nemmeno lo ricordavo!
Per lei fu scioccante.


Pare infatti che ad ogni gruppo sanguigno sia attribuita una peculiarità. 

GRUPPO A: a questo gruppo appartengono persone oneste, sensibili, pazienti, responsabili e prudenti. "Bello!" direte voi... sì... ma ora vengono anche gli aspetti negativi.
Pare che le persone con gruppo sanguigno A siano anche molto fastidiose, testarde, ansiose, ossessive e pessimiste.

GRUPPO B: le persone con questo gruppo sanguigno sono generalmente persone appassionate, attive, creative, affettuose, flessibili, allegre ed ottimiste. Tra i lati negativi vi sono: l'irresponsabilità, la scarsa memoria, l'egoismo, la pigrizia, l'impazienza e l'inaffidabilità.

GRUPPO AB: in questo gruppo troviamo persone pacate, controllate, razionali, socievoli, intelligenti ed adattabili. L'altro lato della medaglia li vede come dei gran criticoni, perennemente indecisi, rancorosi, vendicativi, lunatici e spesso con una doppia personalità.

GRUPPO 0: qui troviamo individui fiduciosi, determinati, ambiziosi, volitivi, intuitivi, competitivi, piacevoli ed atletici. Ma anche: egocentrici, freddi, aggressivi, imprevedibili, arroganti, invidiosi e... badate bene... spietati!!!


Pare inoltre che l'accoppiamento di questi gruppi nel formare una relazione sia importante. Alcuni gruppi sono, a detta dei giappi, più compatibili di altri.


Ci sarebbero addirittura dei cibi più salutari e dei cibi preferiti per alcuni gruppi rispetto agli altri.

La teoria dei gruppi sanguigni è una teoria dell'inizio del '900, con basi razziste, atta a dimostrare le differenze razziali tra i vari popoli. Successivamente i tedeschi (ma anche gli inglesi) la utilizzavano a dimostrazione della supremazia della razza ariana rispetto alle altre razze.
Quando questa teoria giunse in Giappone (nel 1927) venne commissionato uno studio per capire la differenza tra le differenti sotto-etnie del paese; tipo gli ainu dell'Hokkaido ed i formosiani di Taiwan. In quel periodo l'isola di Taiwan (Formosa per i portoghesi) era sotto il dominio imperiale giapponese.
In effetti, a differenza di altre popolazioni (soprattutto quella caucasica dove predomina il gruppo sanguigno di tipo A), in Giappone il gruppo predominante è il B.

Questa teoria, non supportata da nessuna evidenza scientifica scemò negli anni successivi fino ad arrivare agli anni settanta, quando tal Masahiko Nomi, un giornalista televisivo senza nessuna competenza in ambito medico o genetico, pubblicò un libro in cui riportava in auge questa antica teoria che prese subito piede come moda del momento.
Da allora, tutti i giapponesi (ma anche altri popoli asiatici come la Corea del Sud) credono a questa "teoria" dell'associazione tra personalità e gruppo sanguigno.
Non vi sarà infatti difficile trovare manga o anime in cui, nella descrizione dei personaggi, oltre alle solite informazioni (età, colore dei capelli, altezza, ecc ecc) sarà evidenziato anche il gruppo sanguigno.

Come per l'oroscopo, il volume economico dietro a questa teoria è grandissimo: libri sull'argomento, integratori specifici a seconda del proprio gruppo sanguigno, cibi, bevande, addirittura saponi!



Che voi siate A, B, AB o O, non importa, l'imponente macchina commerciale giapponese ha già pensato a tutto.
Buon sangue non mente...



DISTRIBUTORI AUTOMATICI GIAPPONESI


I 17 TIPI DI DISTRIBUTORI AUTOMATICI PIÙ BIZZARRI DEL GIAPPONE



Per chi di voi ha già avuto la fortuna di visitare il Giappone, sapete di cosa parlo.
Il Giappone (tutto!) è disseminato di distributori automatici di ogni tipo, in cui è possibile comprare le cose più impensabili; in questo articolo proverò a descriverne alcuni.

1. BEVANDE

Cosa volete che ci sia di strano? Anche in Italia è pieno di distributori di bevande.
Sì! Ma non così tanti!!!
Decine e decine di tipi diversi di tè, altrettanti di caffè, acqua di ogni tipo e bevande di ogni genere, persino al gusto "sakura" (albero di ciliegio). Nel mio caso, la scelta di una bevanda prevede dai 6 a 7 minuti di analisi e profonda riflessione, vista la stragrande offerta.


2. I DISTRIBUTORI DI HELLO KITTY

Ebbene sì! Esistono anche questi. Con bevande griffate HK ecc ecc. Un minuto di silenzio.


3. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI CIBO GIAPPONESE

Hai una fame pazzesca ma non trovi un ristorante aperto? (Davvero difficile in Giappone ma, non si sa mai). Nessun problema!
Zac! Distributore automatico di cibarie varie. Ma attenzione! Nulla di imbustato o sottovuoto, tutto caldo e fumante.


4. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI CIBO DA STRADA

Qui potete trovare diversi tipi di cibo che generalmente trovate nei chioschetti alle fiere. Patatine, hot-dog, takoyaki, riso saltato, e... sacrilegio... spaghetti!!! Avete capito bene.
Spero che mia nonna non veda mai tutto ciò.


5. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI RAMEN


Poteva mancare a questa lista uno dei cibi più rappresentativi del Giappone? Certo che no!
Un bel ramen fumante da mangiare a pausa pranzo, con la stessa ingordigia di Naruto.


6. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI GELATI

"Il carretto passava e quell'uomo gridava gelati"... no! In Giappone no. Nemmeno il camioncino. Tutto automatico; distributore anche per i gelati. E muti!

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DISTRIBUTORI AUTOMATICI GIAPPONESI (2)

7. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI PRINGLES

A onor del vero, più che un distributore automatico, trattasi di Ufo Catcher , quelle teche con braccio meccanico dove è possibile "agguantare" un peluche. Ma vista la semplicità con cui è possibile prendere un tubo di Pringles, viene di diritto retrocesso a semplice distributore automatico.


8. DISTRIBUTORI DI PATATINE E... COLEOTTERI

Tra una patatina ed una nocella, perché non scegliere un coleottero? Voglio dire, chi non lo farebbe?


9. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI DASHI

Il dashi è un brodo per insaporire i cibi. È il condimento alla base della cucina giappone, un po' come il nostro brodo o i dadi da cucina.
Il dashi viene generalmente fatto con le alghe kombu o con il katsuo (tonno essiccato) ma questi nella foto sono dashi fatti con tobiuo (pesce volante o pesce rondine).
Mi pare normalissimo che vi siano distributori automatici sparsi per il paese. 😁


10. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI FRUTTA

Sei in giro ed improvvisamente la voglia di sgranocchiare una mela ti assale? Niente panico! Distributore di mele!
Non ti piacciono le mele? Che problema c'è? Ecco per te un bel distributore di banane!


11. DISTRIBUTORI AUTOMATICI D'INSALATA

La cosa più assurda di tutto ciò non è tanto il distributore in sé per sé; perché se l'insalata fosse in busta, ci troveremmo di fronte ad un distributore simile e quello di mele o banane.
Ma no! In questo caso il distributore è una sorta di mini-serra in cui la verdura viene fatta crescere e poi comprata. Geni!


12. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI OMBRELLI

Stanchi del bangla che vi vende gli ombrelli fuori dalle fermate metro? Quelli che al primo goccio di pioggia si palesano di fronte a voi, talmente veloci che nemmeno Giuliacci saprebbe predire un acquazzone con tale precisione?
Ta-dam! Ecco per voi il distributore automatico di ombrelli. Al modico prezzo di 500 Yen (poco più di 4€) potrete prendere comodissimi e resistenti ombrelli che non si sgretoleranno al primo soffio di vento o ad un improvviso starnuto.

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DISTRIBUTORI AUTOMATICI GIAPPONESI (3)

13. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI CRAVATTE

Hai fatto serata con i colleghi e dopo aver fatto Rambo legando la cravatta attorno alla fronte non sai che fine abbia fatto? Sei stato obbligato a fuggire mezzo nudo dalla camera della tua amante perché in quel momento è rientrato il marito (che troverà una cravatta in più nella sua collezione)?
Nessun problema!
In Giappone è possibile acquistare comodamente una cravatta al distributore automatico perché, si sa, al lavoro bisogna essere impeccabili! Magari senza mutande, ma mai senza cravatta!


14. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI FIORI

La moglie di un vostro amico ha partorito e come sempre non avete pensato ad un pensierINo?
Oggi è il vostro anniversario ma nessuno ve lo ha ricordato se non vostra moglie alle unidici di sera? Nessun problema! Taaaac! Distributore automatico di fiori!
Tra l'altro l'azienda che vende fiori in questi distributori automatici in Giappone si chiama FIORINA. 😏


15. DISTRIBUTORI DI RIVISTE EROTICHE

Hai vergogna nel comprare il tuo magazine porno o erotico preferito? Non ti preoccupare, nel sottoscala più buio del Giappone puoi trovare il distributore che fa per te!
Ampia scelta, belle signorine e discrezione assicurata.


16. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI INTIMO EROTICO


Volete fare una sorpresina al vostro lui quando tornerà dal lavoro? Oppure siete degli amanti della mutandina femminile come il maestro Happosai in Ranma 1/2?
C'è un distributore che fa per voi! C'è sempre un distributore automatico che fa per voi!


17. DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI MUTANDINE USATE

In Giappone esiste una bizzarra "usanza". Moltissimi uomini (ma anche donne) collezionano mutandine usate da alcune idols.
Chiariamo meglio la cosa:
ad alcune ragazze famose e particolarmente amate (idols), vengono fatte indossare delle mutandine per qualche secondo, per poi sostituirle con altre nuove e così via. Delle volte sono costrette a fare tutto questo per intere giornate. Tutte queste mutandine (indossate per pochi secondi) vengono poi messe in vendita ed acquistate dai vari "collezionisti". I prezzi ovviamente dipendono dalla celebrità della idol in questione. Tutto nella norma! 😏

domenica 25 giugno 2017

PERCHÉ LA BUROCRAZIA ITALIANA FA SCHIFO?

COME FUNZIONA LA BUROCRAZIA IN GIAPPONE?


Perché accettiamo i tempi e la burocrazia italiana?




Oggi vorrei farvi riflettere su una questione.
La storia che racconterò è vera al 100% e narra le vicende di un giovane uomo alla ricerca di un documento di guida. Vorrei che spaziaste oltre il semplice documento ed applicaste quanto vi racconterò ad ogni tipo di domanda burocratica attuata in Italia. Dalla carta d'identità alla Bucalossi, alla semplice richiesta di un documento scolastico o universitario.

Durante una delle mie prime esperienze in terra nipponica, avevo deciso di affittare un'auto per viaggiare attraverso il paese. Sai che figo che sarei stato? Occhiali da sole (che in Giappone usano in pochi) e sguardo truce per far sciogliere tutte le signorine.
Chiamai ripetutamente la motorizzazione civile che, come sempre in Italia, non rispose mai.
Mai Mai.
Per niente scoraggiato ed ampiamente abituato all'italico costume, decisi quindi di chiedere alla scuola guida dove mi appoggio sempre quando devo prendere nuove patenti o ho problemi di sorta, e l'istruttore (un mio amico) mi disse di non conoscere bene le regole per guidare in Giappone ma che, sicuramente, l'unico modo legale per guidare lì era il possesso della patente di guida internazionale, modello Ginevra.
Questa patente valida per un solo anno, ti permette di guidare sul suolo straniero di moltissime nazioni, Giappone incluso.
Con tutte le risposte di cui necessitavo in saccoccia, mi recai alla motorizzazione civile della mia zona (30 minuti di macchina da casa), allegro e baldanzoso, col piglio di quello che va a fare il Sebastian Vettel in Giappone, anche se si guida dall'altro verso.
Guida a sinistra nun te temo!

Arrivato alla motorizzazione ben 5 minuti prima che aprissero le porte, ero già il numero 76.
Il 76!!!
Ma che diamine? Ma siamo al concerto dei Guns N' Roses? La gente ha piantato la tenda qui fuori?
Come è possibile?
Chiesi delucidazioni ad un simpatico signore sulla sessantina con due baffi enormi. Non so voi ma a me i baffi mettono serenità.
L'omone che mi ricordava il tipo dell'etichetta della birra Moretti (ecco perché ero andato subito da lui! Aveva qualcosa di frizzantino e rassicurante) mi spiegò in un perfetto dialetto e con parecchie esclamazioni, che non ripeterò per non turbare la quiete della santa trinità, che tutta quella gente era stata mandata a casa il giorno prima perché impossibilitata a concludere le proprie richieste. Una settantina di persone rimandate al giorno dopo.
"Signori, per oggi è tutto! Tornate domani e sticazzi se avete altri impegni. Noi ora abbiamo calcetto e pilates. Hasta la vista companeros!"

Ok... ma io ero arrivato presto... avevo più chance degli altri!
Gli sportelli furono aperti e la fila cominciò a scorrere ad un ritmo di una lentezza disarmante.
-Forse per pranzo torno a casa!- pensai.
Persi tutta la mattinata in fila ma finalmente era giunto il mio turno.
Chiesi delucidazione e la simpatica signora allo sportello confermò quanto aveva detto il mio amico della scuola guida: l'UNICO modo per guidare in Giappone era la patente internazionale di guida modello Ginevra.
Mi diede tutta la documentazione ed i bollettini da pagare e mi disse che una volta pagati i bollettini ed aver preso la marca da bollo, insieme a due fototessere di cui una autenticata, sarei dovuto tornare per consegnare il tutto lì. Alla motorizzazione!
Zan zan zaaaaan!!!


-Ok, ma ci sarà un'altra fila solo per consegnare i documenti, mi auguro- balbettai
-No no, sempre qui- rispose lei col sorriso più serafico del mondo.

Imprecando le mie voglie da pilota e le mie strane idee sulla guida a sinistra mi diressi alle poste.
Volete che vi racconti anche la fila alle poste?
Famo che sta parte la salto. Sono sicuro che questa storia la conoscete tutti.

In conclusione, in Italia, per richiedere questo documento, bisogna prima recarsi alla motorizzazione, fare circa 3/4 ore di fila, ritirare la documentazione per i pagamenti e la registrazione, pagare 41€ tra bollettini e marche da bollo, fornirsi di due fototessere (di cui una autenticata), tornare alla motorizzazione (un altro giorno), rifare la fila, lasciare tutta la documentazione, aspettare dalle 2 alle 3 settimane, tornare alla motorizzazione, rifare la fila e ritirare finalmente il documento.

Totale: 3 viaggi e 3 mattinate buttate.
Soldi spesi: 41€ per la documentazione, 5€ per le foto (non ricordo quanto per l'autenticazione), 10/15€ di benzina, 20/30€ di medicinali per la gastrite.

In conclusione ricevetti finalmente il mio documento, bello ed antico allo stesso tempo (pareva un pagellino delle scuole medie), per poi scoprire che:
1. È possibile risparmiare i viaggi e le code recandosi direttamente all'ACI ma pagando un totale di 76€ al posto di 41. Aspettando sempre 2-3 settimane per il rilascio.
2. Per gli italiani che vogliono guidare in Giappone è sufficiente la traduzione della propria patente, da fare alla motorizzazione civile giapponese, al costo di circa 15€ e con una sola ora di attesa.

Asmodeo il demone dell'ira si stava impadronendo di me. Mi sentivo squassato da vampate di ira mista a voglia di farla finita.
Come sempre faccio in questi momenti, fissai con sguardo vacuo il vuoto fino a che il trambusto nel mio fegato non fu placato.
Ok, l'importante è che finalmente posso guidare in Giappone, al diavolo il resto!
Per la cronaca: l'esperienza fu fantastica. Se volete conoscere le mie esperienza di guida in Giappone, le trovate qui e qui.

Ma non è tutto.
La scorsa primavera, il fratello della mia ragazza giapponese mi invitò al suo matrimonio alle Hawaii.
E che fai? Un giro in moto in lungo e largo per Honolulu e l'isola di Oahu non lo fai? Certo che sì!
Pregustando già l'avventura e non preoccupandomi minimamente per la patente (avevo già guidato negli USA e sapevo che la patente italiana ed europea è accettata) lasciai passare del tempo e prenotai una Bonneville SE; fino a che non venni a sapere che non in tutti gli stati degli USA la nostra patente è valida.
Ci sono 2-3 stati che fanno eccezione e, indovinate un po'?
Esatto! Le Hawaii erano una di queste eccezioni.
La moto era già stata pagata e bloccata, e Asmodeo stava rinascendo in cuor mio. Mancava poco più di una settimana dal mio viaggio in Giappone, dal quale, poi mi sarei imbarcato verso le Hawaii dopo altri 10 giorni.

Triumph Bonneville SE

Conti alla mano, forse la mia ragazza giapponese avrebbe fatto in tempo a fare la patente in Giappone, in modo da averla poco prima di partire.
Lei mi rassicurò che si sarebbe occupata della cosa. È una ragazza molto coscienziosa oltre che giapponese (quindi molto precisa), e non mi preoccupai più della cosa.

Arrivato in Giappone, a soli 9 giorni dalla partenza per Honolulu, le chiesi a che punto era la pratica per la richiesta della patente internazionale di guida modello Ginevra.
Lei, con tutta la tranquillità del mondo, mi rispose:
-Ancora non sono andata. Pensavo di andarci la prossima settimana!-

-La prossima settimana??? A due giorni dalla partenza? Ma scherziamo???
Vatti a fidare dei giapponesi! Ed io che credevo tu fossi una ragazza affidabile!-
Il mio pressing fu talmente asfissiante che, sfinita, acconsentì di andarvi insieme a me il giorno seguente.
Quello che accadde poi ha dell'incredibile...

Come tutte le volte ci spostammo con i mezzi ed arrivammo nell'ufficio adibito alla richiesta delle patenti in una ventina di minuti; alle 5 di pomeriggio!
Da noi il pomeriggio la motorizzazione è chiusa!!!
Di fronte a noi solo 2 persone in fila ed un addetto che si affiancò alla mia ragazza e dopo averci scambiato due parole, tornò con un documento da compilare.
Dopo pochissimi minuti fu il nostro turno. Lei aveva con se le foto tessere, consegnò il documento appena riempito, pagò qualcosa come 2000Yen (l'equivalente di 16-17€) direttamente all'addetto allo sportello, e poi fu invitata a sedere.
Io non capivo... Cosa sta succedendo?
Avevo fatto tre viaggi, file infinite, aspettato tempi biblici per ritirare un documento.
Le chiesi delucidazioni:
-Hanno detto di attendere-
-Attendere che???- risposi ansimante
-Che ci diano il documento- mi rispose sorridendo.

Cosa avevo appena sentito?
Nemmeno il tempo di realizzare, che l'addetto allo sportello aveva il documento pronto, al quale mancava solo la sua firma da apporre.
Tempo totale: 15 minuti.


15 MINUTI!!!


15 MINUTI!!!


15 MINUTI!!!
Rimasi in silenzio per tutto il tragitto, con lei confusa dal mio atteggiamento.
Com'era possibile?
Come puoi, tu, stato italiano, giustificarmi tutto ciò?
Va bene che i giapponesi sono un popolo efficiente e noi degli scansafatiche, ma questo basterebbe a giustificare tempi di 3 settimane contro tempi di 10 giorni... toh! voglio arrivare anche ad una settimana!
Ma come è possibile che in un altro paese quello stesso documento, uguale in tutto e per tutto al mio, costi meno e richieda 15 minuti contro le mie 3 settimane, sommate alle ripetute visite allo sportello?

Perché tutto questo accade?
In effetti, se ci pensate, il modello è prestampato. A questo bisogna spillare la fototessera, mettere due timbri e due firme.
Ci siamo mai fermati a riflettere sul perché ci vogliono 3 settimane per ritirare un documento?
Ma soprattutto, perché nessuno si è mai posto il problema o si è ribellato a questa usanza tutta nostra del creare la figura del burocrate, che allunga i tempi e che, fondamentalmente, firma e timbra.

Perché?

Devo fuggire da questo paese... non vi è luce in fondo al tunnel, solo un altro tunnel.

Patente internazionale di guida giapponese (mod. Ginevra)

Patente internazionale di guida italiana (mod. Ginevra)

domenica 11 giugno 2017

YAKINIKU: L'ARTE DELLA GRIGLIA IN GIAPPONE

YAKINIKU

Non solo sushi. L'arte della carne alla griglia in Giappone.



Sia benedetto lo Yakiniku!
In assoluto il mio piatto giapponese preferito. Lo so che molti nippofili gli preferiscono il sushi ma io no: lo yakiniku è in assoluto il mio piatto da ultima cena giapponese.
Umai! Come urlerebbe il mio nonnetto giappo preferito, quel Takeshi Kasumi di Samurai Gourmet. Se avete Netflix sapete di cosa parlo, altrimenti, guardate qui.

Umaaaaiiiiii (deliziooosooo)

Ma cos'è?
Si tratta di deliziosi bocconcini di carne, marinati in varie salse e cotti sulla griglia.
I ristoranti di Yakiniku hanno, generalmente, dei tavoli con griglia incorporata e cappa d'aspirazione sopra. Qualche volta la griglia viene portata sul tavolo ed è "trasportabile".
La maggior parte di questi ristoranti ha dei menù fissi "all you can eat" a tempo (in genere un'ora e mezza, al massimo due) e vari menù con prezzi differenti a seconda del taglio e della scelta delle carni. Ovviamente se voleste provare la carne di Kobe (e vi assicuro che DOVETE!), dovreste optare per il menù più costoso.



Quando si va a mangiare dello Yakiniku con i colleghi o con gli amici, verrà deciso l'addetto alla griglia scelto o autocandidato tra i banchettanti e, badate bene, sarà un onore farlo.
Il "cottore", neologismo inventato dal mio amico Djambo (la D è muta), si dedicherà alla cottura distribuendo il cibo ai commensali, partendo sempre dal boss o dal capo famiglia, senza mettere mai nulla nel suo piatto. Le buone maniere, infatti, vogliono che sia qualcun altro ad occuparsi del piatto di chi sta grigliando, in segno di rispetto per la sua dedizione alla cottura del cibo per tutti i commensali.
Per fortuna tra amici e nelle famiglie meno formali, tutte queste etichette si perdono e si va un po' più "a sentimento".

I tipi di carne principalmente utilizzati sono: manzo, maiale, pollo e frattaglie, e di ogni genere esistono varietà diverse di tagli e di pezzi (lombo, costolette, lingua, spalla, diaframma, pancetta, guancia, ecc.); ma è anche possibile ordinare verdure da grigliare e persino frutti di mare.
Tutto accompagnato da riso (alla giapponese o alla coreana), insalate piccanti con salsa coreana e il famoso kimchi (verdure fermentate con varie spezie piccanti), anche questo, tipico piatto della cucina coreana...

Kimchi. Tipico piatto coreano.

I più scaltri di voi lo avranno già inteso visti i vari riferimenti alla Corea: le origini dello yakiniku derivano proprio da quella terra.
In effetti, solo dopo il 1871, con la restaurazione Meji, il consumo di carne fu legalizzato nel paese. Precedentemente si pensa che nel periodo Edo (ed anche prima) a causa della religione buddista, il consumo di carne era vietato e bandito; a differenza di quello del pesce.
Non sono buddista ma mi chiedo: reincarnarsi in un pesce è possibile? Perché se così fosse: perché vietare la carne e non il pesce?
Misteri della fede.
Comunque, non tergiversiamo...


Con la nuova politica di occidentalizzazione del Giappone, promossa durante la restaurazione Meji, il consumo di carne crebbe ed anche i vari modi di cucinarla.
I coreani erano famosi per la loro cottura della carne alla brace, marinata con spezie e salse piccanti, ed i giapponesi importarono quest'usanza, chiamandola YAKINIKU (焼き肉,scritto anche come 焼肉) che letteralmente significa carne grigliata.


Siano benedetti i coreani dunque, ed anche la loro cucina.
Non sono il solo a pensarla così, visto che i numeri sono dalla mia: lo Yakiniku infatti risulta uno dei primi 5 cibi preferiti dai giapponesi.
Il consumo di carne ha inoltre radicalmente cambiato la società ed anche lo sviluppo fisico degli individui. Si è riscontrato un incremento della massa muscolare e dell'altezza media in tutta la nazione, seconda solo ad un altro posto nel mondo. La Sardegna.
No, non sto scherzando... Dopo i sardi, i giapponesi sono il popolo che mediamente ha avuto la maggiore crescita di altezza nella popolazione negli ultimi 100 anni; anche grazie al consumo di carne e di proteine.

Lo so che ora i vegani ed i vegetariani mi odieranno; non volevo essere di parte, ma da "uomo di scienza" credo sempre più ai numeri ed alle evidenze scientifiche: e quanto scritto è un dato di fatto.
Detto questo, sono anche pronto ad essere ricoperto di insulti dal popolo vegano e condannato a morte per lapidazione in pubblica piazza.
Un ultimo desiderio prima di morire però: lo Yakiniku come ultima cena!